Nonostante la crisi economica abbia dato una duro colpo al nascituro mercato dei veicoli elettrici, la quasi totalità dei grandi costruttori automobilistici ha investito grandi risorse in un piano a medio termine di riconversione energetica. L'Italia purtroppo appare da subito come uno dei paese sfavoriti in materia, vuoi per la pessima politica di incentivazione del governo, vuoi per la scarsa attitudine all'innovazione del pubblico e larga parte degli operatori del settore tradizionalmente conservatori e poco propensi alle nuove strade. L'amarezza di questo stato delle cose purtroppo aumenta quando consideriamo che paradossalmente data a cronica inadempienza italiana in materia di emissioni urbane di CO2, l' Italia dovrebbe essere piuttosto tra i maggiori sostenitori della riconversione energetica dei trasporti.
In questa ottica appare ancora più coraggiosa l'iniziativa di Renault che con uno sforzo sinergico con Nissan stimato in 4 miliardi di euro, si appresta a introdurre per prima tra i grandi costruttori una gamma elettrica nel listino italiano. Renault Z.E. è la sigla con cui da ora in poi saranno individuati i modelli EV del marchio francese.
Si tratta di quattro veicoli che vanno a posizionarsi nei 4 segmenti chiave della mobilità: Twizy è un ibrido tra scooter cabinato e una piccola city-car, Zoe è una due volumi compatta, Fluence un elegante berlina 4 porte e infine Kangoo versione elettrica dell'omonimo veicolo commerciale proposto in 3 formati.
Soprattutto nei primi due veicoli Renault ha osato molto nel design e nei concept costruttivi, proponendo finalmente due veicolo altamente innovativi dove possiamo ritrovare dei criteri di ergonomia e usabilità realmente moderni e avanzati.
Twizy è una compattissima quattro ruote dal design originale ed estremamente bilanciato, con due sedili disposti in senso longitudinale quindi come su un motociclo e a seconda degli allestimenti con o senza delle semiportiere a chiudere lateralmente l'abitacolo.
Zoe la due volumi si propone come il più interessante del lotto sia per caratteristiche e design. Da segnalare l'illuminazione dinamica degli interni sviluppata insieme a Philips basata su studi di luminoterapia, volti quindi ad esaltare il comfort e la permanenza all'interno dell'abitacolo.
Fluence è una berlina dalle forme sinuose e fluide ma forse un po anonime rispetto agli altri due modelli. Stesso motore in pratica una versione a passo lungo e più tradizionalista come concept della Zoe.
Kangoo è il veicolo commerciale e in quanto tale lascia poco spazio alla fantasia pur proponendo delle forme piacevoli, un segmento in effetti teoricamente molto appetibile per piccole e medie imprese che necessitano di frequenti spostamenti in aree urbane. Viene proposto in tre tagli a passo corto o lungo, due o cinque posti.
A eccezione di Twizy ovviamente tutti i modelli dispongono di GPS e connessione internet quindi dal display di bordo sarà disponibile il navigatore satellitare con segnalazione traffico e punti di ricarica elettrica, segnalatore autovelox, ricerca locale con Google e previsioni meteo. In remoto da smartphone o computer tramite delle app proprietari sarà possibile quindi verificare l'autonomia del veicolo mentre è in carica e rilevare eventuali punti intermedi di ricarica in base al percorso che si prevede di percorrere.
Le modalità di ricarica prevede la modalità completa standard da utilizzare nel garage e presso il posto macchina di residenza che richiede 6-8 ore, quella rapida dalle colonnine pubbliche che fornisce 50km di autonomia in 10 minuti oppure una ricarica completa in mezz'ora, infine il drop-box per la sostituzione automatica (tre minuti) della batteria esausta con una carica. Il tutto ovviamente secondo le infrastrutture Better Place.
Le batterie vengono fornite in comodato d'uso allo scopo di abbattere il costo di acquisto iniziale che è ovviamente la nota dolente per questo tipo di veicoli che per ovvi motivi rappresentano per ora una nicchia di mercato. In realtà non c'è nulla di particolarmente costoso nella tecnologia elettrica in sè, che semmai una volta raggiunta una scala industriale sostenibile porterebbe delle notevoli riduzioni nei costi.
Non resta che augurare in bocca al lupo a Renault e a quanti avranno la possibilità economica e l'apertura mentale e la fortuna di muovere questi primi passi nel futuro della motorizzazione di massa.





0 commenti:
Posta un commento